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TORINO. Teatro di Torino, già Teatro Scribe

Punto di forza

Sembra strano ma a pochi passi dalla Mole Antonelliana c’è ancora un’isolato distrutto dai bombardamenti. I ruderi dell’edificio racchiuso da ponteggi, tra via Verdi e via Montebello, è ciò che rimane di un glorioso teatro.

Il Teatro Scribe fu edificato nel 1857, su progetto dell’architetto Giuseppe Bollati. La sala riccamente decorata con stucchi e dorature aveva quattro ordini di palchi con loggione, per una capienza complessiva di 1.400 spettatori. Insieme al Carignano ed al vicino Regio, costituiva uno dei teatri più importanti della capitale del Regno di Sardegna.

L’imprenditore Riccardo Gualino, promotore del bello, famoso mecenate e collezionista d’arte italiano, aveva già realizzato tra il 1925 e 1929 un primo esperimento di teatro totale nella sua casa in via Galliari dove aveva raccolto, musica, danza, teatro, poesia in un ambiente progettato e arredato non solo per contenere ma anche per esprimere valori estetici senza confini tra il pubblico ed il privato. Gualino aveva incaricato per la realizzazione Alberto Sartoris, Felice Casorati, Gigi Chessa; sul suo palco si esibirono la ballerina Mary Wigman, ma anche Cesarina Gualino , moglie di Riccardo, insieme alle amiche russe Bella e Raja Markman.

Nel 1925 Gualino acquistò il teatro Scribe con’obiettivo  era avviare un teatro d’avanguardia aperto al pubblico, dove concertisti e compagnie di prosa di alto livello potessero rappresentare performances fuori dal repertorio tradizionale. Vennero messe in scena opere di Pirandello, Brecht, opere d’avanguardia della corrente futurista Marinetti  e inconsuete rappresentazioni giapponesi del teatro kabuki. Ma anche letture poetiche, musica popolare, gli spirituals, la musica afroamericana e soprattutto le prime prove jazz con l’orchestra Jack Hylton and his boys che andava esaurendo i teatri di tutta Europa, la musica sperimentale e persino la nascente arte cinematografica con il cinema surrealista di Painlevé e le provocazioni dada di Man Ray. Il Teatro inoltre offrì spesso concerti gratuiti dedicati ai giovani degli istituti, dei collegi e delle università.

Nel 1931 il teatro chiuse dopo soli cinque anni a seguito del crollo dell’impero finanziario di Gualino, la struttura fu acquisita dall’Eiar, oggi Rai, che vi stabilì il primo Auditorium d’Italia. A partire dagli anni Cinquanta del Novecento, in questi locali, la RAI effettuò i primi esperimenti di trasmissione televisiva.

Il 9 dicembre del 1942 l’edificio fu colpito da un ordigno bellico che lo sventrò, distruggendo completamente la grande sala, rimasero soltanto i muri perimetrali e parte del foyer.

L’edificio è di proprietà della RAI mentre il terreno, dove attualmente parcheggiano i dipendenti dell’azienda, è del Comune di Torino.

 

Eventi caratteristici

Diverse sono le idee per il recupero, tra cui la Fondazione del Museo del Cinema Adriana Prolo che ha sede all’interno della Mole Antonelliana vorrebbe espandersi utilizzando l’area per gli uffici, una caffetteria, un bookshop e soprattutto una biblioteca del Museo del Cinema ma l’investimento di 25 milioni richiesti per l’acquisto e la riqualificazione è troppo alto.

Un’altra ipotesi  è indire un concorso internazionale di architettura per un grande nuovo “hub” come ultimo tassello del “distretto della cultura” tra piazza Castello, la Cavallerizza, la Mole Antonelliana.

Data compilazione scheda: 4 gennaio 2026
A cura di FSM
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